Perchè scrivo – un intervento di Predrag Anđelić al 9° Festival Letterario Grado Giallo 2016

(Zašto pišem – govor Predraga Anđelića na 9. Književnom festivalu Grado Giallo 2016)

Gentili organizatori,

Gentili ospiti,

Vorrei leggerVi alcune considerazioni personali che ritengo molto importanti.

Una volta a uno scrittore venne posta la domanda su come era diventato scrittore: „Beh“, ha risposto, „ho iniziato a scrivere per me stesso e mi è piaciuto. In seguito ho mostrato quello che avevo scritto a mia moglie. Anche a lei è piaciuto molto. Dopo di lei i miei amici hanno visto i miei scritti e impressionati, mi hanno incoraggiato a proseguire“.

Grazie a Dio, possiamo aggiungere, il loro giudizio era stato imparziale e infatti questo venne poi confermato da centinaia di milioni di altri lettori.

Sapete chi era quello scrittore? Era Roberto Ludlum, naturalmente. (Secondo alcune valutazioni la tiratura dei suoi libri è tra 290 e 500 milioni di copie).

Dunque, in questo modo si diventa scrittore. Ma il quesito principale è perchè lo si diventa?

Esattamente ventotto anni fa, ho visto l’intervista rilasciata dal grande scrittore serbo Filip David. Alla domanda come si comincia a scrivere, ha risposto che per alcuni accade in modo molto semplice, per altri in un modo estremamente preciso: „L’uomo prima legge molto, poi da un certo momento, inizia a scrivere lui stesso“.

Però rimane la stessa questione di base: perchè?

Per quanto riguarda me stesso, mi sembra di avere trovato una risposta.

Guardando al passato, al ciclo della mia vita, a quei punti che essa ha collegato tra loro, sono tornato alla mia prima infanzia, fino ai primi ricordi, all’inizio. Questo amarcord, il quale è diventato la parte più entusiasmante della mia vita quando ho intuito che ero da sempre la stessa persona, ha posto il nuovo, ultimo quesito: quando sono diventato quello che sono?

Ancora non lo so, ma so che questa è la ragione per la quale scrivo. Io scrivo molto facilmente, non soltanto perchè mi ha educato l’estetica dei film di Jean-Pierre Melville – tutte le fasi della creazione di un’opera letteraria a partire dalla costruzione della trama, l’esplorazione e la scrittura – si svolgono senza ostacoli, come se le porte, una dopo l’altra, mi si aprissero davanti in un corridoio nel quale mi sono inoltrato. Questo accade perchè io sento molto intensamente il mondo della mia letteratura; trovandomi quindi in qualcosa che conosco, è lì che cerco la risposta alla domanda principale.

Mi incute coraggio il fatto che anche i miei lettori condividano il mio entusiasmo. Io non uso molte parole, perchè „il meno diventa sempre il più“. La dinamica della trama si basa su scene brevi e cambiamenti repentini che gradualmente intensificano la tensione, mentre l’atmosfera si basa su descrizioni precise, sui dialoghi e sugli sguardi tra i protagonisti, alla stregua dei migliori film horror, i quali sono composti da un gioco di ombre e attese che destano sentimenti di paura negli spettatori. Ci dice tutto sulla semplicità, l’esempio di Omero che descrive la bella Elena: „Quando Elena entrò gli anziani si alzarono“…

Cosi, secondo l’opinione generale dei lettori, davanti a voi si trova un libro degno dell’epiteto di un thriller cioè „un libro da cui non ci si può staccare“ (The book you can’t put down). Siccome il mondo è un posto molto interessante, e perchè lo scrivere desta in me un piacere indescrivibile, credo che non mi mancherà il materiale per altri libri, infatti in questo momento ne sto scrivendo uno nuovo.

Vi ringrazio per l’attenzione.

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